Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha ultimato la mappa dei posti vacanti e disponibili per le prossime immissioni in ruolo del personale docente per l’anno scolastico 2026/2027. I dati trasmessi dagli Uffici Scolastici Provinciali (USP) delineano un quadro chiaro: a livello nazionale ci sono oltre 47.000 cattedre libere, ripartite tra posto comune e sostegno.
Si tratta di un bacino potenzialmente enorme per i docenti inseriti nelle GaE, nelle Graduatorie di Merito dei concorsi ordinari e per i vincitori dei recenti concorsi PNRR. Tuttavia, come accade ogni anno, i numeri reali delle assunzioni non coincideranno affatto con i posti effettivamente liberi nelle scuole.
Lo scoglio del contingente e l’autorizzazione del MEF
Il passaggio cruciale che definirà quante persone firmeranno il contratto a tempo indeterminato quest’estate è legato all’autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
- Il calcolo delle assunzioni: Il MEF non autorizzerà la copertura del 100% dei posti vacanti, ma definirà un “contingente” basato sulle reali disponibilità finanziarie e sulla stima dei pensionamenti.
- La ripartizione interna: I posti autorizzati verranno successivamente divisi al 50% tra le Graduatorie ad Esaurimento (GaE) e le Graduatorie di Merito (GM) dei vari concorsi vigenti.
Il paradosso del sostegno: cattedre libere ma destinate ai supplenti
La discrasia maggiore si registrerà ancora una volta sul sostegno. Nonostante le migliaia di posti liberi censiti dagli USP, una fetta consistente di queste cattedre non verrà assegnata per i ruoli, ma sarà girata alle supplenze annuali (30 giugno) tramite le GPS. Questo meccanismo, fortemente contestato dalle sigle sindacali, continua a penalizzare la continuità didattica per gli alunni con disabilità e le aspettative di stabilizzazione dei docenti specializzati.
La posizione sindacale: coprire tutti i posti per fermare la supplentite
La Federazione Gilda esprime forte preoccupazione: limitare le assunzioni a una frazione dei posti vacanti significa scegliere deliberatamente di perpetuare il sistema del precariato strutturale. Chiediamo che tutte le 47mila cattedre libere vengano destinate alle immissioni in ruolo, esaurendo le graduatorie dei concorsi e garantendo stabilità alle istituzioni scolastiche.
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